Published On: Agosto 6th, 20268,9 min readViews: 15

Nel panorama delle moderne costruzioni civili e infrastrutturali, la transizione dai processi di lavorazione manuale in cantiere verso la presagomatura industriale dell’acciaio rappresenta un passaggio fondamentale per garantire la sicurezza strutturale e la durabilità delle opere. Operare in qualità di centro di trasformazione qualificato dal Servizio Tecnico Centrale, come la realtà di Dragonetti Srl con sede a Novi Ligure, richiede una gestione rigorosa delle tolleranze geometriche destinate a interfacciarsi con casseforme rigide e schemi d’armatura complessi.

La sagomatura dell’acciaio per cemento armato non costituisce una semplice deformazione meccanica, bensì un processo ingegnerizzato ad alta precisione regolato da severe normative internazionali. Quando si realizzano elementi d’armatura per travi, pilastri, plinti di fondazione e pareti di contenimento, gli scostamenti dimensionali nei tondini metallici possono generare gravose problematiche durante la posa in opera. Un’inesatta valutazione del raggio di piegatura o della lunghezza dei singoli bracci rischia di ostacolare il posizionamento delle gabbie nei casseri, innescando contenziosi tecnici in fase di collaudo e di accettazione delle opere.

Questo articolo analizza nel dettaglio le variabili geometriche avanzate previste dalla norma UNI EN ISO 3766, integrando le disposizioni operative stabilite dalle NTC 2018, dall’Eurocodice 2 e dalla norma UNI EN 13670. L’obiettivo è illustrare come l’adozione di macchinari CNC di ultima generazione e di adeguati protocolli di controllo qualità permetta di annullare i rischi di non conformità nei cantieri edili.

Quadro normativo e riferimenti per la sagomatura dell’acciaio
UNI EN ISO 3766
Rappresentazione grafica, quotatura fuori tutto e codifica univoca delle sagome.
NTC 2018 e Eurocodice 2
Controlli del Direttore Lavori e diametri minimi dei mandrini di piegatura.
UNI EN 13670 e UNI 11967-1
Tolleranze di fabbricazione industriale e classi di esecuzione in cantiere.

Il quadro normativo: la norma UNI EN ISO 3766 e la gestione delle distinte

La norma UNI EN ISO 3766 rappresenta il riferimento internazionale fondamentale per la rappresentazione grafica, la quotatura e la codifica delle armature per calcestruzzo armato. La regola cardine stabilita dalla normativa impone che le dimensioni delle parti sagomate delle barre debbano essere indicate “fuori tutto”, ovvero considerando le quote teoriche misurate lungo lo sviluppo della spezzata a spigoli vivi. Nei disegni esecutivi e nei progetti strutturali, la lunghezza sviluppata viene rappresentata senza detrarre preventivamente lo smusso derivante dal raccordo di curvatura del mandrino.

Il Capitolo 7 della norma rende obbligatoria la redazione accurata delle distinte dei ferri e delle distinte di piegatura. Tali documenti devono specificare in modo univoco il diametro nominale, la sagoma geometrica, la lunghezza dei singoli bracci e il diametro del mandrino prescelto. La codifica ISO dialoga direttamente con la norma UNI EN 13670 per l’esecuzione delle strutture e con la norma di prodotto UNI 11967-1:2025, la quale definisce le tolleranze di fabbricazione per le armature non assemblate prodotte negli impianti industriali.

Nel contesto legislativo italiano, le NTC 2018 (D.M. 17/01/2018) impongono al Direttore dei Lavori la verifica preventiva della conformità geometrica e della tracciabilità di ogni fornitura. Qualora la distinta di piegatura riporti sagome con dimensioni o angoli non compatibili con i diametri minimi dei mandrini normati, il centro di sagomatura è tenuto a segnalare tempestivamente l’incongruenza al progettista. Il mancato allineamento tra la geometria grafica teorica e lo sviluppo fisico dell’acciaio genera inevitabilmente errori dimensionali in fase di posa.

Diametri minimi dei mandrini di piegatura (D min) secondo l’Eurocodice 2
Staffe e legature (ø ≤ 12 mm)
Mandrino minimo: 4 ø
Staffe e legature (ø 14 – 18 mm)
Mandrino minimo: 8 ø
Barre longitudinali (ø ≤ 16 mm)
Mandrino minimo: 4 ø
Barre longitudinali (ø ≥ 20 mm)
Mandrino minimo: 7 ø

Analisi geometrica degli scostamenti: raggio di piegatura e diametro dei mandrini

La piegatura delle barre d’armatura avviene mediante lavorazione meccanica a freddo. Durante questo processo, l’utilizzo di un raggio di piegatura inadeguato o l’impiego di mandrini con diametro inferiore ai limiti stabiliti provoca micro-fessurazioni o il danneggiamento della struttura metallurgica dell’acciaio. Per prevenire lo snervamento localizzato e contenere le tensioni di contatto trasmesse al calcestruzzo nel punto di curvatura, il diametro del mandrino (D) deve rispettare i valori minimi (D min) prescritti dall’Eurocodice 2 e recepiti dalle normative nazionali.

Le prescrizioni tecniche definiscono i criteri essenziali per la selezione dei mandrini di piegatura in funzione del diametro nominale della barra (ø):

  • Per le staffe di armatura e gli elementi di legatura con diametro ø ≤ 12 mm, il diametro minimo del mandrino deve essere pari a 4 ø. Per staffe con diametri compresi tra ø 14 mm e ø 18 mm, il diametro minimo del mandrino sale a 8 ø.
  • Per le piegature delle barre longitudinali destinate ad ancoraggi terminali o ganci, l’Eurocodice 2 fissa un mandrino minimo pari a 4 ø per diametri fino a ø 16 mm e pari a 7 ø per diametri pari o superiori a ø 20 mm.

Un fattore geometrico determinante risiede nel fenomeno del ritorno elastico (springback). Al termine della sollecitazione meccanica di piegatura, l’acciaio manifesta un parziale recupero elastico che tende ad aprire l’angolo di curvatura effettivo. Le macchine sagomatrici automatiche a controllo numerico compensano questo scostamento applicando un’eccedenza di curvatura angolare calcolata in base alle proprietà meccaniche della colata.

La normativa vieta la piegatura a caldo per gli acciai ad alta duttilità di classe B450C. Inoltre, le operazioni di sagomatura eseguite a temperature ambientali comprese tra +5 °C e -5 °C richiedono specifiche procedure operative, mentre per temperature inferiori ai -5 °C la lavorazione deve essere sospesa per evitare fragilità da freddo.

Sviluppo delle tolleranze dimensionali sui bracci sagomati
Tolleranza sul singolo lato
Scostamento massimo ammissibile pari a ± 20 mm (± 2 cm) su ciascun braccio.
Tolleranza sull’ingombro totale
Scostamento massimo ammissibile fuori tutto pari a ± 40 mm (± 4 cm).

Tolleranze dimensionali sulle lunghezze dei bracci e ingombri geometrici

Gli scostamenti dimensionali sulle lunghezze dei singoli bracci di un tondino sagomato derivano dalla somma delle tolleranze di taglio e dell’allungamento plastico introdotto dalle curvature. Nelle diciture commerciali e nelle prassi di settore relative all’acciaio presagomato, la tolleranza ammissibile su ogni singolo lato è tradizionalmente fissata a ± 20 mm (± 2 cm), con una tolleranza massima sull’ingombro totale fuori tutto pari a ± 40 mm (± 4 cm).

Quando gli elementi piegati vengono assemblati ed inseriti nei casseri, tali scostamenti devono integrarsi con le tolleranze di esecuzione della norma UNI EN 13670, articolata nelle tre distinte Classi di Esecuzione (Classe 1, 2 e 3). Per la Classe 3, applicata a opere infrastrutturali e strutture strategiche, i controlli dimensionali risultano particolarmente severi e richiedono verifiche sistematiche sulle armature.

L’errore cumulativo sulla lunghezza dei bracci rappresenta la principale causa di difettosità nelle sagome chiuse. Nelle staffe rettangolari o quadrate con bracci multipli, una minima deviazione positiva su ciascun lato produce un allungamento del perimetro totale. Se la sagomatrice non compensa lo sviluppo lineare in funzione del raggio del mandrino, la staffa finita presenterà un ingombro esterno superiore alla sezione netta del cassero dedotta del copriferro teorico.

Impatto degli errori geometrici nelle lavorazioni di cantiere
Riduzione del copriferro
Spinta sulle casseforme e rischio di carbonatazione precoce del calcestruzzo.
Anomalie nell’interferro
Ostruzione del passaggio degli aggregati e rischio di segregazione del getto.
Contestazioni di collaudo
Non conformità sollevate dal Direttore Lavori e blocco delle operazioni.

Le criticità di cantiere e la prevenzione delle contestazioni nei casseri

Le imperfezioni geometriche che superano le tolleranze ammissibili generano evidenti ostacoli operativi durante il montaggio delle gabbie nei casseri. Le problematiche principali si manifestano attraverso diverse criticità tecniche:

Il copriferro nominale (c nom) è definito come la somma del ricoprimento minimo (c min) e della tolleranza di posa (Δ c dev), generalmente pari a 10 mm. Se un braccio della staffa o di un piegato longitudinale supera la lunghezza di progetto, l’armatura viene spinta contro la parete interna della cassaforma. La conseguente riduzione dello spessore del copriferro espone l’opera al rischio di degrado precoce dovuto alla carbonatazione del calcestruzzo e alla penetrazione di agenti aggressivi.

La corretta distanza tra le barre d’armatura è indispensabile per consentire il passaggio omogeneo del calcestruzzo, evitando l’intrappolamento di bolle d’aria. L’interferro deve essere proporzionato al diametro massimo degli aggregati impiegati (D max = 20-25 mm). Staffe deformate o bracci fuori tolleranza riducono lo spazio utile tra i ferri, provocando segregazioni nel conglomerato e difetti di riempimento nel getto.

Forzare l’inserimento di gabbie sovradimensionate all’interno di casseri rigidi genera spinte laterali anomale sulle pareti contenitive. Tale spinta meccanica deforma l’allineamento delle casseforme, compromettendo la regolarità geometrica dell’elemento strutturale finito. Ai sensi del paragrafo 11.3.2.10.3 delle NTC 2018, il Direttore dei Lavori ha il compito di eseguire i controlli di accettazione prima del getto. Il riscontro di armature fuori tolleranza causa il blocco delle operazioni e l’emissione di verbali di non conformità a carico dell’impresa.

Standard produttivi e requisiti dell’acciaio B450C in Dragonetti Srl
Tensione di snervamento
f yk ≥ 450 MPa
Tensione di rottura
f tk ≥ 540 MPa
Allungamento max
A gt ≥ 7,5%
Rapporto incrudimento
1,15 – 1,35

La precisione industriale di Dragonetti Srl a Novi Ligure

Per evitare l’insorgere di contenziosi e garantire il rispetto dei tempi di cantiere, l’affidamento a un partner specializzato risulta essenziale. Dragonetti Srl, operante da oltre tre decenni a Novi Ligure in provincia di Alessandria, costituisce un centro di trasformazione acciaio ufficialmente riconosciuto dal Servizio Tecnico Centrale del Ministero delle Infrastrutture. L’azienda combina la cura artigianale nella gestione delle distinte con un modello produttivo evoluto basato sulle tecnologie dell’Industria 4.0.

Presso lo stabilimento di Novi Ligure viene lavorato esclusivamente acciaio B450C ad alta duttilità dotato di attestato di qualificazione, disponibile in barre (da ø 8 a ø 24 mm) e in rotolo (da ø 8 a ø 14 mm). Questo materiale risponde pienamente ai requisiti sismici prescritti dalle normative: tensione di snervamento caratteristica f yk ≥ 450 MPa, tensione di rottura f tk ≥ 540 MPa, allungamento totale a carico massimo A gt ≥ 7,5% e rapporto di incrudimento compreso tra 1,15 e 1,35.

La prevenzione degli scostamenti dimensionali nella produzione di Dragonetti Srl si fonda su protocolli avanzati:

  • L’elaborazione informatica delle schede tecniche secondo la norma UNI EN ISO 3766 consente di convertire i disegni di progetto in percorsi macchina privi di errore. Il software CAM compensa anticipatamente lo sviluppo lineare in base al diametro del mandrino selezionato.
  • Le linee di taglio e piegatura a controllo numerico garantiscono una precisione millimetrica nella sagomatura dei bracci e nel controllo dei raggi di curvatura. La piena tracciabilità dei lotti, supportata dal sistema di gestione qualità certificato UNI EN ISO 9001 e dal Bollino Cassa Edile Awards 2023, assicura la massima trasparenza documentale per i controlli d’accettazione.

Conclusioni

Il rigoroso controllo delle tolleranze dimensionali e di forma rappresenta un requisito imprescindibile per la buona riuscita di qualsiasi opera in cemento armato. La profonda conoscenza delle regole prescritte dalla norma UNI EN ISO 3766, integrata con i requisiti esecutivi delle NTC 2018 e della norma UNI EN 13670, consente di prevenire le criticità legate al posizionamento delle armature all’interno dei casseri.

Per imprese di costruzione, progettisti e direttori dei lavori, la collaborazione con un centro di sagomatura qualificato costituisce la migliore strategia per eliminare i rischi di non conformità. Grazie all’impianto di Novi Ligure, Dragonetti Srl offre un supporto tecnico integrato e lavorazioni di alta precisione. Scegliere armature lavorate a regola d’arte assicura la perfetta corrispondenza tra il progetto strutturale e l’opera realizzata, garantendo velocità di posa, conformità normativa e durabilità nel tempo.

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