Published On: Settembre 11th, 20255 min readViews: 1259

La scelta tra saldatura e legatura per le armature in cemento armato è una decisione cruciale che impatta la sicurezza, la durabilità e l’efficienza di una costruzione. Non si tratta di una preferenza stilistica, ma di una valutazione tecnica rigorosa, guidata da normative precise e da considerazioni pratiche di cantiere. Entrambe le tecniche hanno lo scopo primario di mantenere in posizione le barre d’armatura durante il getto del calcestrruzzo, assicurando la corretta geometria della gabbia metallica come previsto dal progetto strutturale. Tuttavia, il modo in cui raggiungono questo obiettivo è radicalmente diverso, con implicazioni profonde sull’integrità dell’acciaio e sulla risposta dell’intera struttura, specialmente in condizioni sismiche. Comprendere a fondo le caratteristiche, i limiti e i campi di applicazione di ciascun metodo è fondamentale per ogni professionista del settore edile.

La legatura: il metodo tradizionale e affidabile

La legatura è la tecnica più diffusa e tradizionale per assemblare le barre di armatura. Consiste nel fissare gli incroci dei tondini utilizzando un filo di ferro cotto, tipicamente di diametro ridotto, che viene avvolto e serrato manualmente con l’ausilio di una tenaglia da carpentiere. La sua funzione non è quella di trasmettere sforzi tra le barre, ma esclusivamente di garantire la stabilità della gabbia durante la posa in opera e il getto.

Dal punto di vista tecnico, il vantaggio principale della legatura è che non altera in alcun modo le proprietà meccaniche e metallurgiche dell’acciaio. Le barre, prodotte secondo stringenti standard qualitativi come l’acciaio B450C, mantengono inalterate la loro resistenza e, soprattutto, la loro duttilità, ovvero la capacità di deformarsi in campo plastico senza arrivare a una rottura fragile. Questa caratteristica è di vitale importanza, in particolare nelle zone ad alta sismicità, dove la capacità della struttura di dissipare energia attraverso deformazioni duttili è un requisito di sicurezza imprescindibile.

L’evoluzione tecnologica ha affiancato alla legatura manuale l’uso di legatrici automatiche a batteria. Questi strumenti, pur eseguendo la medesima operazione, aumentano notevolmente la produttività del cantiere. Si stima che una legatrice possa essere fino a cinque volte più veloce di un operatore manuale, garantendo inoltre una maggiore costanza e uniformità nel serraggio dei nodi. Questo si traduce in una riduzione dei tempi di manodopera e in un minor affaticamento per gli operatori, con benefici anche in termini di sicurezza sul lavoro.

La saldatura: una soluzione specialistica e normata

La saldatura delle armature è un processo di giunzione a caldo che crea una continuità metallica tra le barre. A differenza della legatura, un giunto saldato può essere progettato per trasmettere integralmente gli sforzi, comportandosi come se la barra fosse continua. Tuttavia, proprio per la sua natura, è una tecnica che richiede competenze specifiche, attrezzature adeguate e, soprattutto, il rispetto di un quadro normativo estremamente rigoroso.

L’aspetto tecnico più critico è la saldabilità dell’acciaio. Le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018) prescrivono l’uso esclusivo di acciai saldabili, come il B450C. La saldabilità è garantita da una precisa composizione chimica, in cui il parametro fondamentale è il Carbonio Equivalente (Ceq), che per il B450C non deve superare lo 0,52%. Un valore superiore aumenterebbe la temprabilità dell’acciaio, rendendolo suscettibile alla formazione di microstrutture fragili nella zona termicamente alterata dal processo di saldatura, con una pericolosa perdita di duttilità.

Il processo di saldatura in cantiere, tipicamente a elettrodo rivestito, deve essere eseguito da personale qualificato, in possesso di apposito patentino, e sotto la supervisione di un Coordinatore della Saldatura. L’intera azienda esecutrice deve essere certificata secondo specifici standard qualitativi per la saldatura. Queste prescrizioni assicurano che l’operazione venga eseguita correttamente, controllando l’apporto termico per non compromettere le caratteristiche del materiale base.

Il verdetto della normativa: le NTC 2018

Le Norme Tecniche per le Costruzioni e la relativa Circolare esplicativa sono estremamente chiare nel definire l’ambito di applicazione delle due tecniche, con un’attenzione particolare alla sicurezza in zona sismica.

Il principio fondamentale è che la legatura è sempre permessa, in quanto non altera le proprietà dell’acciaio. La saldatura, invece, è soggetta a severe limitazioni. Le norme vietano esplicitamente le giunzioni per saldatura all’interno delle “zone dissipative” degli elementi strutturali. Le zone dissipative, come le estremità di travi e pilastri che confluiscono nei nodi, sono le aree dove, in caso di sisma, si prevede che la struttura si deformi plasticamente per dissipare l’energia. Alterare la duttilità dell’acciaio in questi punti critici con una saldatura equivarrebbe a compromettere il meccanismo di sicurezza fondamentale della struttura.

La normativa concede l’uso della saldatura solo al di fuori di queste zone critiche, ad esempio “in mezzeria”, ovvero nella parte centrale di una trave o di un pilastro, dove le sollecitazioni flettenti sono minori e non è richiesta una dissipazione energetica per duttilità. Anche in questi casi, restano validi tutti i requisiti di qualifica del personale e di certificazione dei processi.

Quando scegliere l’una o l’altra: il confronto pratico

La scelta tra saldatura e legatura dipende quindi da un’analisi che integra le prescrizioni normative con le esigenze del cantiere.

La legatura rappresenta la soluzione standard per la quasi totalità delle applicazioni in opera. È versatile, non richiede manodopera ultra-specializzata (sebbene l’esperienza del carpentiere sia fondamentale) e garantisce il rispetto dei requisiti di duttilità. L’uso di legatrici automatiche la rende competitiva anche in termini di velocità.

La saldatura trova il suo campo d’elezione nella prefabbricazione. In un ambiente controllato come uno stabilimento, è possibile gestire al meglio il processo, eseguire i controlli di qualità e garantire la conformità alle norme. La saldatura permette di creare gabbie di armatura pre-assemblate rigide e indeformabili, facili da trasportare e veloci da mettere in opera, ottimizzando i tempi e i costi complessivi del progetto. In cantiere, il suo uso è relegato a casi specifici e puntuali, sempre al di fuori delle zone dissipative e nel pieno rispetto delle complesse procedure di qualifica.

In conclusione, non esiste una tecnica migliore in assoluto, ma una più appropriata a seconda del contesto. La legatura è la regola per l’assemblaggio in cantiere, custode della duttilità e della sicurezza sismica. La saldatura è l’eccezione specialistica, uno strumento potente per l’efficienza della prefabbricazione, da utilizzare con la massima competenza e nel rispetto di un quadro normativo che pone la sicurezza strutturale come priorità assoluta.

 

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