
Nel settore dell’edilizia moderna l’acciaio d’armatura è il materiale più utilizzato per la sua eccezionale resistenza. Dragonetti, centro di lavorazione dell’acciaio di Novi Ligure, mira a coniugare le esigenze strutturali dei progettisti con un approccio sostenibile, valorizzando l’uso di acciaio riciclato nei tondini per cemento armato.
L’acciaio d’armatura è tra i materiali più riciclati al mondo: si stima che il 100% dell’acciaio strutturale venga recuperato e riutilizzato. In pratica le barre dismesse dalle costruzioni ritornano quasi interamente alla filiera siderurgica, trasformandosi continuamente senza perdere le proprie caratteristiche meccaniche. Per i progettisti l’acciaio riciclato offre così la possibilità di costruire in modo “green” senza sacrificare le prestazioni tecniche: anche dopo numerosi cicli di riciclo le sue proprietà di resistenza rimangono inalterate, incarnando il concetto di risorsa “permanente” dell’economia circolare.
Un secondo aspetto chiave per i progettisti sono le norme ambientali italiane: il D.M. 23/06/2022 (CAM Edilizia) ha introdotto criteri ambientali minimi obbligatori per le costruzioni pubbliche. In particolare, il CAM prescrive al par. 2.5.4 che per l’acciaio strutturale le quote minime di materiale riciclato siano 75% per acciai non legati da forno elettrico (EAF), 60% per acciai legati da EAF, e 12% per acciai ottenuti da ciclo integrale (BOF). Analogamente, per usi non strutturali i requisiti sono pari al 65%, 60% e 12% rispettivamente. I progettisti oggi devono quindi tenere conto di questi obblighi nel dimensionare e specificare le barre d’armatura, selezionando materiali che rispettino tali soglie di riciclato.
La dimostrazione del contenuto di riciclato nei materiali d’armatura richiede adeguata documentazione certificata. Il CAM Edilizia ammette diversi strumenti di prova riconosciuti: ad esempio la Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) di tipo III che indichi la percentuale di acciaio riciclato presente, o il marchio “ReMade in Italy®” con etichetta di composizione. Esistono inoltre certificazioni di prodotto basate su bilancio di massa e tracciabilità, conformi alla prassi UNI/PdR 88, che attestano formalmente la quota di materiale recuperato. In questo modo il progettista può includere nella documentazione tecnica dati precisi sul riciclo, garantendo la conformità ai CAM senza ambiguità.
Tuttavia, il mercato mostra oggi qualche difficoltà pratica: la disponibilità di barre con certificazioni CAM complete è ancora limitata, e in alcuni casi le certificazioni esistenti menzionano il riciclato senza soddisfare i requisiti normativi. Ciò significa che spesso l’unico documento a disposizione è una generica EPD di processo, non sufficiente ai fini CAM. In concreto, i progettisti devono prestare particolare attenzione alla tracciabilità del prodotto e verificare che l’acciaio acquistato sia realmente conforme alle quote minime stabilite. In assenza di prodotti pienamente certificati, le relazioni tecniche di progetto potranno rendere conto dei limiti di mercato e individuare, se necessario, soluzioni alternative (ad esempio specifiche di fornitura o materiali sostitutivi) per non compromettere gli obiettivi di sostenibilità.
Oltre l’85% dell’acciaio prodotto in Italia deriva dal riciclo del rottame
Da un punto di vista tecnico, la quasi totalità del tondini in acciaio riciclato oggi è prodotta in acciaierie elettriche che rifondono rottame ferroso. L’industria siderurgica italiana è leader europeo in questo senso: oltre l’85% dell’acciaio prodotto in Italia deriva dal riciclo del rottame, ben oltre la media del 56% nell’UE. I forni elettrici ad arco (EAF) utilizzati per questo processo, oltre a sfruttare materia prima secondaria, sono molto più efficienti rispetto ai cicli ad ossigeno. Ad esempio, gli impianti EAF permettono di ridurre di circa il 50% sia il fabbisogno di energia sia quello di acqua rispetto alla produzione da ciclo integrale, riducendo allo stesso tempo drasticamente le emissioni di CO₂. In pratica, la produzione di barre d’armatura in acciaio riciclato comporta un’impronta ambientale nettamente inferiore a quella dell’acciaio vergine.
Per quanto riguarda le caratteristiche meccaniche, l’acciaio riciclato mantiene pienamente le proprietà intrinseche di resistenza e duttilità. I requisiti prestazionali rimangono invariati perché, dal punto di vista dei codici tecnici, non c’è distinzione tra acciaio “vergine” e acciaio con quota di rottame: Eurocodice 3, UNI EN 1090 e le normative di esecuzione stabiliscono criteri unici basati su allungamento, limite elastico, resistenza a trazione e duttilità del profilo, indipendenti dalla percentuale di riciclato nel materiale. Inoltre, sul piano della gestione della qualità e dell’ambiente, molte fabbriche adottano sistemi di gestione ambientale certificati (ISO 14001) e rilasciano EPD che quantificano l’impronta di carbonio del tondino dal grezzo al rifiuto. Questo permette agli ingegneri di cantieri e al controllo qualità di valutare le soluzioni progettuali tramite LCA, scegliendo quelle con minori impatti complessivi sul ciclo di vita.
Infine, l’uso diffuso di acciai da rottame porta benefici diretti a tutto il cantiere. Ad esempio, la minore massa totale degli elementi in acciaio (rispetto a soluzioni equivalenti in materiali diversi) riduce i carichi sulle fondazioni e i costi di trasporto. Le opere in acciaio risultano anche più rapide da assemblare e, al termine della vita utile, più facili da smontare e riciclare. In sostanza, ogni tondino d’armatura riciclato contribuisce in modo significativo al risparmio di energia e materie prime: si stima che, a parità di volume, l’impiego di rottame ferroso riduca le emissioni di CO₂ di circa il 75% e il consumo energetico del 60% rispetto alla produzione da minerale primario.
L’acciaio è riciclabile al 100%
La natura riciclabile dell’acciaio è in pratica senza limiti nel ripetersi dei cicli d’uso. Come sottolineano le fonti di settore, l’acciaio è riciclabile al 100% e può essere rifuso infinite volte senza perdere alcuna delle sue proprietà originarie, il che lo rende il materiale più riciclato al mondo. Già oggi l’Italia utilizza percentuali di rottame molto superiori alla media europea: circa l’80% dell’acciaio nazionale proviene da rottame ferroso (nel 2020 oltre 16 milioni di tonnellate di rottame sono state rifuse nelle acciaierie italiane). Grazie a queste quote, il settore siderurgico italiano è tra i più virtuosi al mondo per efficienza: dal 1990 le emissioni specifiche di CO₂ sono diminuite del 60% e i consumi energetici del 33% (dal 2000), garantendo al tempo stesso livelli di qualità molto elevati.
Il progresso tecnologico sta inoltre ampliando le frontiere della sostenibilità. Le grandi acciaierie stanno lanciando acciai “verdi” con percentuali di riciclato ancora più spinte. Ad esempio, ArcelorMittal ha introdotto la gamma XCarb®, basata su acciaio riciclato e produzione con energia rinnovabile per azzerare quasi del tutto le emissioni di processo. Questi prodotti a “basso carbonio” suscitano un forte interesse proprio nel campo delle costruzioni: reti elettrosaldate, tondini e barre d’armatura firmate XCarb® soddisfano le richieste più esigenti in termini ambientali. Si osserva infatti che committenti pubblici e privati chiedono ormai a consorzî e imprese forniture di acciaio con impronta di carbonio certificata, integrando nei bandi appalti verdi soglie di emissioni ammissibili.
Anche le istituzioni spingono verso un futuro senza limiti per l’acciaio circolare. Il Piano d’Azione UE per l’acciaio e i metalli (marzo 2025) introduce obiettivi di riciclo dedicati e criteri di appalto verde per favorire metalli “low carbon”. Nei prossimi anni si valuterà l’introduzione di obblighi di design ecologico che impongano soglie minime di contenuto riciclato e di riciclabilità per prodotti metallici, e nei bandi pubblici sarà rafforzata l’attenzione alla resilienza e sostenibilità del materiale. In questo contesto, l’acciaio riciclato appare come lo strumento ideale per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica del settore edile: grazie alle innovazioni produttive e agli incentivi normativi, le barre metalliche per l’edilizia potranno continuare a essere raffinate e riutilizzate all’infinito, senza mai perdere efficacia strutturale e contribuendo concretamente a un’edilizia sostenibile.


