Published On: Settembre 18th, 20254,6 min readViews: 445

Ogni edificio, dal più semplice al più maestoso, poggia su un elemento invisibile ma fondamentale: la fondazione. Essa rappresenta il cuore strutturale dell’opera, il punto di contatto con il terreno che ha il compito di scaricare i pesi e garantire stabilità nel tempo. La solidità di questa base dipende da un’unione indissolubile, una sinergia perfetta tra due materiali: il calcestruzzo e l’acciaio. Senza un’armatura progettata e realizzata a regola d’arte, anche il calcestruzzo più resistente è destinato a fallire.

La sinergia perfetta tra calcestruzzo e acciaio

Il calcestruzzo è un materiale straordinario per la sua eccezionale resistenza alla compressione, ovvero alla capacità di sopportare carichi che lo schiacciano. Tuttavia, mostra una debolezza intrinseca quando sottoposto a forze di trazione o flessione, che tendono a “stirarlo”. È qui che interviene l’acciaio. Le barre d’armatura, comunemente chiamate tondini, possiedono l’esatta qualità complementare: un’elevatissima resistenza alla trazione. Annegando l’acciaio nel calcestruzzo fresco, si crea un materiale composito, il cemento armato, che combina il meglio di entrambi i mondi. L’aderenza tra i due è massimizzata dalle nervature superficiali delle barre, che permettono una distribuzione uniforme delle forze, facendo sì che i due materiali lavorino come un unico, formidabile elemento. Inoltre, il calcestruzzo offre una protezione naturale all’acciaio, mantenendo un ambiente chimico alcalino che lo difende dalla corrosione.

L’acciaio per cemento armato: identikit di un protagonista

Non tutto l’acciaio è uguale. Le normative moderne definiscono requisiti stringenti per l’acciaio destinato all’edilizia. Il materiale più utilizzato oggi in Italia è l’acciaio B450C, una sigla che ne descrive le proprietà meccaniche fondamentali. La “B” indica che è un acciaio per cemento armato, “450” si riferisce alla sua tensione di snervamento caratteristica minima () di 450 Megapascal (MPa), che rappresenta il limite entro cui il materiale si comporta in modo elastico. La lettera “C” indica che appartiene alla classe di duttilità più alta, essenziale per la sicurezza sismica.

Dal punto di vista tecnico, la normativa richiede che la tensione di rottura () sia almeno di 540 MPa e che il rapporto tra rottura e snervamento (/) sia compreso tra 1,15 e 1,35. Questo intervallo garantisce che, prima di arrivare a una potenziale rottura, l’acciaio sia in grado di deformarsi notevolmente (duttilità), dissipando energia e fornendo segnali di un potenziale collasso, un comportamento cruciale in caso di terremoto.

Progettazione e normativa: le prescrizioni delle NTC 2018

La costruzione di una fondazione non è lasciata all’improvvisazione, ma è regolata da precise norme tecniche. In Italia, le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018) rappresentano la legge in materia. Questo testo stabilisce i criteri di calcolo, esecuzione e collaudo per garantire la sicurezza e la durabilità delle opere. Per le fondazioni in zona sismica, ad esempio, le NTC 2018 impongono che nelle travi di fondazione sia presente un’armatura longitudinale minima, sia superiore che inferiore, pari almeno allo 0,2% dell’area della sezione di calcestruzzo.

In questo contesto normativo, emerge la figura chiave del Centro di Trasformazione. Un’azienda come Dragonetti a Novi Ligure non è un semplice fornitore, ma un operatore qualificato che, secondo le NTC 2018, ha la responsabilità di lavorare l’acciaio garantendone la conformità. Questo significa utilizzare esclusivamente acciaio qualificato proveniente da produttori certificati, mantenere un sistema di controllo della produzione (certificato ISO 9001), e assicurare la completa tracciabilità del materiale, dalla materia prima al prodotto finito consegnato in cantiere. Scegliere un centro di trasformazione qualificato è una garanzia di conformità e sicurezza per il progettista, il direttore dei lavori e il committente finale.

La posa in opera: l’importanza del dettaglio in cantiere

 

Avere il miglior progetto e i materiali più performanti non basta se la messa in opera non è eseguita a regola d’arte. Due dettagli costruttivi sono essenziali per la vita utile della fondazione: il copriferro e l’uso dei distanziatori. Il copriferro è lo spessore di calcestruzzo che separa l’armatura più esterna dalla superficie. Questo strato è vitale per proteggere l’acciaio dalla corrosione innescata dagli agenti atmosferici e chimici presenti nel terreno. Lo spessore minimo del copriferro non è un valore fisso, ma viene stabilito dal progettista in base alla “classe di esposizione ambientale” (ad esempio, per una fondazione in un terreno con umidità moderata, classe XC2, la norma prescrive almeno 25 mm).

Per garantire il corretto spessore del copriferro e il posizionamento esatto delle barre come da progetto, si utilizzano i distanziatori. Questi piccoli ma fondamentali accessori, posti a intervalli regolari, mantengono le gabbie di armatura sollevate e centrate all’interno delle casseforme prima del getto di calcestruzzo. Le buone pratiche di cantiere prevedono di posizionarli a una distanza massima di circa 1 metro l’uno dall’altro.

I rischi di un’armatura inadeguata

Le conseguenze di un’armatura non conforme, di un copriferro insufficiente o di una posa errata possono essere devastanti. Con il tempo, l’anidride carbonica presente nell’aria può penetrare nel calcestruzzo e innescare un processo chimico chiamato carbonatazione, che ne abbassa il pH. Questo fa svanire la protezione naturale sull’acciaio, che inizia a ossidarsi. La ruggine ha un volume molto superiore a quello dell’acciaio sano; questa espansione genera enormi tensioni interne che portano alla fessurazione e, infine, all’espulsione del copriferro, esponendo le armature e accelerando il degrado. Una struttura così compromessa perde la sua capacità portante, mettendo a rischio la sicurezza dell’intero edificio.

Dragonetti: il partner per una solidità certificata

La sicurezza e la durabilità di un edificio si decidono nelle sue fondamenta. La scelta di un’armatura in acciaio B450C di alta qualità, lavorata e sagomata da un centro di trasformazione certificato come Dragonetti, non è solo una scelta di prodotto, ma una decisione strategica. Significa affidarsi a un partner che garantisce la piena conformità alle NTC 2018, la tracciabilità dei materiali e la precisione nelle lavorazioni, fornendo al cantiere le fondamenta sicure su cui costruire il futuro.

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